Giulio Andreotti, una contrastata figura raccontata attraverso i libri Nel giorno della morte del senatore a vita, ecco alcune letture fondamentali per conoscere uno degli uomini chiave della nostra storia politica MILANO – Si è spento oggi a 94 anni, nella sua casa a Roma, l’onorevole Giulio Andreotti, senatore a vita e uno dei principali uomini politici italiani, esponente di spicco della Democrazia Cristiana. Fu sette volte Presidente del Consiglio dei ministri, ricoprì otto volte l’incarico di Ministro della Difesa, cinque quello di Ministro degli Esteri, tre quello di Ministro delle Partecipazioni Statali, due quello di Ministro delle Finanze, una quello di Ministro del Tesoro. La sua figura è molto controversa, ma Andreotti è stato innegabilmente uno degli uomini chiave della nostra storia politica. Per comprendere quest’ultima è senz’altro necessario, dunque, conoscere la sua figura e il suo pensiero, attraverso le sue opere e quelle scritte su di lui. I LIBRI SU DE GASPERI – Una lettura sicuramente importante sono i libri di Andreotti dedicati al fondatore della Democrazia Cristiana, Alcide De Gasperi, primo Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana. Su lui Andreotti scrisse “De Gasperi e il suo tempo. Trento, Vienna, Roma”, pubblicato nel 1956, “De Gasperi e la ricostruzione”, del 1974, e “De Gasperi. Visto da vicino”, del 1986. C’è poi “Intervista su De Gasperi”, a cura di Antonio Gambino, pubblicato nel 1977. Ancora fondamentale è il libro “La Democrazia Cristiana. (1943-1948)”, che racconta un pezzo di storia di uno dei partiti che più hanno inciso sulla politica italiana nella Prima Repubblica. UNA VOCE A COMMENTO DELLA STORIA CONTEMPORANEA – Un altro libro imprescindibile è “Diari 1976-1979. Gli anni della solidarietà”, pubblicato nel 1981. Andreotti continuò a indagare e intervenire con i suoi scritti nella storia a lui contemporanea. Nel 1988, mentre la Guerra Fredda volgeva al ...

Giulio Andreotti, una contrastata figura raccontata attraverso i libri

Si è spento oggi a 94 anni, nella sua casa a Roma, l'onorevole Giulio Andreotti, senatore a vita e uno dei principali uomini politici italiani, esponente di spicco della Democrazia Cristiana...

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Nel giorno della morte del senatore a vita, ecco alcune letture fondamentali per conoscere uno degli uomini chiave della nostra storia politica


MILANO – Si è spento oggi a 94 anni, nella sua casa a Roma, l’onorevole Giulio Andreotti, senatore a vita e uno dei principali uomini politici italiani, esponente di spicco della Democrazia Cristiana. Fu sette volte Presidente del Consiglio dei ministri, ricoprì otto volte l’incarico di Ministro della Difesa, cinque quello di Ministro degli Esteri, tre quello di Ministro delle Partecipazioni Statali, due quello di Ministro delle Finanze, una quello di Ministro del Tesoro. La sua figura è molto controversa, ma Andreotti è stato innegabilmente uno degli uomini chiave della nostra storia politica. Per comprendere quest’ultima è senz’altro necessario, dunque, conoscere la sua figura e il suo pensiero, attraverso le sue opere e quelle scritte su di lui.


I LIBRI SU DE GASPERI – Una lettura sicuramente importante sono i libri di Andreotti dedicati al fondatore della Democrazia Cristiana, Alcide De Gasperi, primo Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana. Su lui Andreotti scrisse “De Gasperi e il suo tempo. Trento, Vienna, Roma”, pubblicato nel 1956, “De Gasperi e la ricostruzione”, del 1974, e “De Gasperi. Visto da vicino”, del 1986. C’è poi “Intervista su De Gasperi”, a cura di Antonio Gambino, pubblicato nel 1977. Ancora fondamentale è il libro “La Democrazia Cristiana. (1943-1948)”, che racconta un pezzo di storia di uno dei partiti che più hanno inciso sulla politica italiana nella Prima Repubblica.


UNA VOCE A COMMENTO DELLA STORIA CONTEMPORANEA
– Un altro libro imprescindibile è “Diari 1976-1979. Gli anni della solidarietà”, pubblicato nel 1981. Andreotti continuò a indagare e intervenire con i suoi scritti nella storia a lui contemporanea. Nel 1988, mentre la Guerra Fredda volgeva al termine, uscì “L’URSS vista da vicino” e nel 1989 vide la luce “Gli USA visti da vicino”. Protagonista della Prima Repubblica e testimone della sua fine, coincisa con le elezioni del 27-28 marzo 1994 che videro la discesa in campo di Silvio Berlusconi, a questa dedicò il libro di memorie “De (prima) re publica. Ricordi”.


IL PROCESSO E IL LIBRO-APOLOGIA DI ANDREOTTI
– Processato per concorso esterno in associazione mafiosa dalla Corte di Palermo, Giulio Andreotti fu assolto in primo grado il 23 ottobre 1999 e successivamente, il 2 maggio 2003, condannato dalla sentenza di appello per i fatti antecedenti al 1980, per i quali venne decretata la prescrizione. La Cassazione nel 2004 rigettò il ricorso sia dell’accusa sia della difesa, confermando il 15 ottobre 2004 la prescrizione per le ipotesi di reato antecedenti al 1980 e l’assoluzione per i fatti successivi. Relativamente alla vicenda giudiziaria, l’onorevole volle sostenere la sua posizione nel libro “A non domanda rispondo. Le mie deposizioni davanti al tribunale di Palermo”, pubblicato nel 1999.


L’“ANTIBIOGRAFIA” DI MICHELE GAMBINO – Nutrita è la bibliografia su Andreotti. L’ultimo libro a lui dedicato, uscito il 20 febbraio scorso, è “Andreotti, il papa nero. Antibiografia del divo Giulio”, del giornalista e saggista Michele Gambino. Dal secondo dopoguerra all’era Berlusconi, l’autore traccia un profilo del personaggio in larga parte inedito, ricostruendone, oltre alle vicende giudiziarie e storiche, la psicologia, la religiosità, i sentimenti e le pulsioni celate. Gambino cerca così di far luce su un personaggio che, nonostante tutto quello che se ne è scritto, resta insondabile, studiando a fondo carte, documenti e testimonianze disponibili. Ne risulta un ritratto per nulla simpatizzante con questa figura. Da Sindona a Moro, da Pecorelli a Dalla Chiesa, dai militari golpisti a Licio Gelli, dai palazzinari romani ai mafiosi siciliani, l’intera vita di Andreotti, nella ricostruzione di Gambino, è costellata di delitti, di misteri, di nemici per bene e di amici impresentabili.


LE VICENDE PROCESSUALI VISTE DALLA DIFESA – Per seguire le vicende processuali dal punto di vista della difesa, invece, una lettura da non perdere è “Nient’altro che la verità. Come il processo Andreotti ha cambiato la mia vita” di Giulia Bongiorno. Giovane procuratore legale di un noto studio palermitano, Giulia Bongiorno si è trovata catapultata nel più clamoroso caso giudiziario degli ultimi vent’anni. Si trattava proprio del caso che vedeva l’ex presidente del Consiglio Giulio Andreotti accusato, nei processi di Perugia e di Palermo, rispettivamente di essere il mandante dell’omicidio del giornalista Carmine Pecorelli e di essere colluso con la mafia. Entrata nel collegio di difesa come “sostituta del sostituto”, Giulia diventerà il simbolo di questi processi. Dividendosi fra Roma, Perugia e Palermo, affronta gli avversari e svolge indagini rigorose per respingere la tesi delle imputazioni mantenendo un costante filo diretto con il suo assistito. È così che tra i due si stringe un legame di amicizia. Il libro alterna momenti del dibattimento giudiziario a spaccati di quotidianità con il “presidente” e aneddoti sui “pentiti di professione”. Anche qui il risultato è un ritratto inedito di Andreotti, ma condotto da una prospettiva opposta rispetto a quello di Gambino.


6 maggio 2013


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Giulio Andreotti, una contrastata figura raccontata attraverso i libri

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Nel giorno della morte del senatore a vita, ecco alcune letture fondamentali per conoscere uno degli uomini chiave della nostra storia politica


MILANO – Si è spento oggi a 94 anni, nella sua casa a Roma, l’onorevole Giulio Andreotti, senatore a vita e uno dei principali uomini politici italiani, esponente di spicco della Democrazia Cristiana. Fu sette volte Presidente del Consiglio dei ministri, ricoprì otto volte l’incarico di Ministro della Difesa, cinque quello di Ministro degli Esteri, tre quello di Ministro delle Partecipazioni Statali, due quello di Ministro delle Finanze, una quello di Ministro del Tesoro. La sua figura è molto controversa, ma Andreotti è stato innegabilmente uno degli uomini chiave della nostra storia politica. Per comprendere quest’ultima è senz’altro necessario, dunque, conoscere la sua figura e il suo pensiero, attraverso le sue opere e quelle scritte su di lui.


I LIBRI SU DE GASPERI – Una lettura sicuramente importante sono i libri di Andreotti dedicati al fondatore della Democrazia Cristiana, Alcide De Gasperi, primo Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana. Su lui Andreotti scrisse “De Gasperi e il suo tempo. Trento, Vienna, Roma”, pubblicato nel 1956, “De Gasperi e la ricostruzione”, del 1974, e “De Gasperi. Visto da vicino”, del 1986. C’è poi “Intervista su De Gasperi”, a cura di Antonio Gambino, pubblicato nel 1977. Ancora fondamentale è il libro “La Democrazia Cristiana. (1943-1948)”, che racconta un pezzo di storia di uno dei partiti che più hanno inciso sulla politica italiana nella Prima Repubblica.


UNA VOCE A COMMENTO DELLA STORIA CONTEMPORANEA
– Un altro libro imprescindibile è “Diari 1976-1979. Gli anni della solidarietà”, pubblicato nel 1981. Andreotti continuò a indagare e intervenire con i suoi scritti nella storia a lui contemporanea. Nel 1988, mentre la Guerra Fredda volgeva al termine, uscì “L’URSS vista da vicino” e nel 1989 vide la luce “Gli USA visti da vicino”. Protagonista della Prima Repubblica e testimone della sua fine, coincisa con le elezioni del 27-28 marzo 1994 che videro la discesa in campo di Silvio Berlusconi, a questa dedicò il libro di memorie “De (prima) re publica. Ricordi”.


IL PROCESSO E IL LIBRO-APOLOGIA DI ANDREOTTI
– Processato per concorso esterno in associazione mafiosa dalla Corte di Palermo, Giulio Andreotti fu assolto in primo grado il 23 ottobre 1999 e successivamente, il 2 maggio 2003, condannato dalla sentenza di appello per i fatti antecedenti al 1980, per i quali venne decretata la prescrizione. La Cassazione nel 2004 rigettò il ricorso sia dell’accusa sia della difesa, confermando il 15 ottobre 2004 la prescrizione per le ipotesi di reato antecedenti al 1980 e l’assoluzione per i fatti successivi. Relativamente alla vicenda giudiziaria, l’onorevole volle sostenere la sua posizione nel libro “A non domanda rispondo. Le mie deposizioni davanti al tribunale di Palermo”, pubblicato nel 1999.


L’“ANTIBIOGRAFIA” DI MICHELE GAMBINO – Nutrita è la bibliografia su Andreotti. L’ultimo libro a lui dedicato, uscito il 20 febbraio scorso, è “Andreotti, il papa nero. Antibiografia del divo Giulio”, del giornalista e saggista Michele Gambino. Dal secondo dopoguerra all’era Berlusconi, l’autore traccia un profilo del personaggio in larga parte inedito, ricostruendone, oltre alle vicende giudiziarie e storiche, la psicologia, la religiosità, i sentimenti e le pulsioni celate. Gambino cerca così di far luce su un personaggio che, nonostante tutto quello che se ne è scritto, resta insondabile, studiando a fondo carte, documenti e testimonianze disponibili. Ne risulta un ritratto per nulla simpatizzante con questa figura. Da Sindona a Moro, da Pecorelli a Dalla Chiesa, dai militari golpisti a Licio Gelli, dai palazzinari romani ai mafiosi siciliani, l’intera vita di Andreotti, nella ricostruzione di Gambino, è costellata di delitti, di misteri, di nemici per bene e di amici impresentabili.


LE VICENDE PROCESSUALI VISTE DALLA DIFESA – Per seguire le vicende processuali dal punto di vista della difesa, invece, una lettura da non perdere è “Nient’altro che la verità. Come il processo Andreotti ha cambiato la mia vita” di Giulia Bongiorno. Giovane procuratore legale di un noto studio palermitano, Giulia Bongiorno si è trovata catapultata nel più clamoroso caso giudiziario degli ultimi vent’anni. Si trattava proprio del caso che vedeva l’ex presidente del Consiglio Giulio Andreotti accusato, nei processi di Perugia e di Palermo, rispettivamente di essere il mandante dell’omicidio del giornalista Carmine Pecorelli e di essere colluso con la mafia. Entrata nel collegio di difesa come “sostituta del sostituto”, Giulia diventerà il simbolo di questi processi. Dividendosi fra Roma, Perugia e Palermo, affronta gli avversari e svolge indagini rigorose per respingere la tesi delle imputazioni mantenendo un costante filo diretto con il suo assistito. È così che tra i due si stringe un legame di amicizia. Il libro alterna momenti del dibattimento giudiziario a spaccati di quotidianità con il “presidente” e aneddoti sui “pentiti di professione”. Anche qui il risultato è un ritratto inedito di Andreotti, ma condotto da una prospettiva opposta rispetto a quello di Gambino.


6 maggio 2013


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