Gustav Klimt, il re dell'Art Nouveau Oggi il mondo dell'arte ricorda la nascita di Gustav Klimt, pittore austriaco, tra i massimi esponenti dell'Art Nouveau e protagonista della secessione viennese. A Milano, la mostra ''Alle origini di un mito'' ha chiuso i battenti proprio ieri, confermando il grande amore del pubblico verso questo artista MILANO – Ieri a Milano e fino a mezzanotte è stato l'ultimo giorno per ammirare i capolavori di Klimt in mostra a Palazzo Reale mentre oggi si festeggia invece il suo 152esimo compleanno. Tra i pittori più apprezzati al mondo e notevolmente anche alle aste, Klimt è ricordato soprattutto per la maestria nell'uso del colore oro e per le donne bellissime che tanto amava ritrarre. Ma non solo Klimt, oggi si celebra infatti anche il 75esimo anniversario di morte di un altro grande esponente dell'Art Nouveau, Alfons Mucha, raffinato pittore e scultore ceco. Il mondo della letteratura ricorda invece lo scrittore Prezzolini e il premio nobel Isaac B. Singer. GLI ESORDI - Gustav Klimt nasce nel 1862 a Baumgarten, quartiere di Vienna, secondo di sette fratelli e grazie alle sue doti artistiche, a soli quattordici anni viene ammesso a frequentare la Kunstgewerbeschule, (scuola d'arte e mestieri del Museo Austriaco per l'arte e l'industria), dove studierà fino al 1883, confrontandosi con svariate tecniche artistiche, dal mosaico alla ceramica, nel rispetto dei canoni accademici e della storia dell'arte del passato. Nel 1880 egli dipinge le quattro allegorie del Palazzo Sturany a Vienna e il soffitto della Kurhaus di Karlsbad. Nel 1888 Klimt riceve un riconoscimento ufficiale dall'imperatore Francesco Giuseppe e le Università di Monaco e Vienna lo nominano membro onorario. Nel 1892, a pochi mesi dalla morte del padre, anche il fratello Ernst con cui lavorava, muore improvvisamente e Gustav è costretto a farsi carico di entrambe le famiglie, lacerato dal dolore di un doppio ...

Gustav Klimt, il re dell'Art Nouveau

Ieri a Milano e fino a mezzanotte è stato l'ultimo giorno per ammirare i capolavori di Klimt in mostra a Palazzo Reale mentre oggi si festeggia invece il suo 152esimo compleanno. Tra i pittori più apprezzati al mondo e...

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Oggi il mondo dell'arte ricorda la nascita di Gustav Klimt, pittore austriaco, tra i massimi esponenti dell'Art Nouveau e protagonista della secessione viennese. A Milano, la mostra ''Alle origini di un mito'' ha chiuso i battenti proprio ieri, confermando il grande amore del pubblico verso questo artista


MILANO – Ieri a Milano e fino a mezzanotte è stato l'ultimo giorno per ammirare i capolavori di Klimt in mostra a Palazzo Reale mentre oggi si festeggia invece il suo 152esimo compleanno. Tra i pittori più apprezzati al mondo e notevolmente anche alle aste, Klimt è ricordato soprattutto per la maestria nell'uso del colore oro e per le donne bellissime che tanto amava ritrarre. Ma non solo Klimt, oggi si celebra infatti anche il 75esimo anniversario di morte di un altro grande esponente dell'Art Nouveau, Alfons Mucha, raffinato pittore e scultore ceco. Il mondo della letteratura ricorda invece lo scrittore Prezzolini e il premio nobel Isaac B. Singer.


GLI ESORDI - Gustav Klimt nasce nel 1862 a Baumgarten, quartiere di Vienna, secondo di sette fratelli e grazie alle sue doti artistiche, a soli quattordici anni viene ammesso a frequentare la Kunstgewerbeschule, (scuola d'arte e mestieri del Museo Austriaco per l'arte e l'industria), dove studierà fino al 1883, confrontandosi con svariate tecniche artistiche, dal mosaico alla ceramica, nel rispetto dei canoni accademici e della storia dell'arte del passato. Nel 1880 egli dipinge le quattro allegorie del Palazzo Sturany a Vienna e il soffitto della Kurhaus di Karlsbad. Nel 1888 Klimt riceve un riconoscimento ufficiale dall'imperatore Francesco Giuseppe e le Università di Monaco e Vienna lo nominano membro onorario. Nel 1892, a pochi mesi dalla morte del padre, anche il fratello Ernst con cui lavorava, muore improvvisamente e Gustav è costretto a farsi carico di entrambe le famiglie, lacerato dal dolore di un doppio lutto.


LA SECESSIONE VIENNESE - Nel 1898 si inaugura la prima mostra della Secessione viennese, movimento artistico costituitosi l'anno prima con Klimt presidente (composto da 19 artisti, tra cui Egon Schiele, Otto Wagner, Joseph Maria Olbrich e Josef Hoffmann); mentre la seconda mostra inaugurerà il Palazzo della Secessione, appositamente progettato da Joseph Maria Olbrich con elementi greco-egiziani. L’ideale supremo dei secessionisti viennesi era l’opera d’arte totale, realizzata mediante la fusione di tutte le arti. Nel 1894 l'Università di Vienna commissiona all'artista la decorazione del soffitto dell'aula magna sul tema illuminista del trionfo della Luce sulle Tenebre, da sviluppare su tre facoltà: Filosofia, Medicina e Giurisprudenza. I lavori vengono rimandati per anni e quando Klimt consegna i pannelli, viene aspramente criticato, tanto da restituire l’acconto che gli avevano versato. Nonostante ciò, le opere di Gustav sono molto apprezzate, soprattutto dalle ricche famiglie borghesi ebree, che gli commissionano i ritratti grazie ai quali diventò ancora più famoso.


GLI ULTIMI ANNI - Intanto, Klimt continua ad esporre i suoi lavori a livello internazionale, anche grazie ai contatti con le altre Secessioni, di Berlino e di Monaco, di cui è membro: nel 1900 “Filosofia” riceve la medaglia d'oro all'Esposizione Universale di Parigi. Nel 1903 Klimt si reca due volte a Ravenna, dove conosce lo sfarzo dei mosaici bizantini: l'oro musivo, eco dei lavori del padre e del fratello in oreficeria, gli suggerisce un nuovo modo di trasfigurare la realtà e modulare le parti piatte e plastiche con passaggi tonali, dall'opaco al brillante. In seguito alla crisi della Secessione viennese, Klimt si avvicina ai neonati Wiener Werkstätte (Laboratori Viennesi), con cui collabora alla decorazione di Palazzo Stoclet. Nel 1910 Klimt partecipa alla Biennale di Venezia e l'anno successivo riceve il primo premio dell'Esposizione Internazionale di Arte di Roma per “Morte e Vita”. Poco dopo un viaggio in Romania, scompare il 6 febbraio del 1918, ritratto sul letto di morte dall’amico e allievo Egon Schiele.


LO STILE – Lo stile di Klimt si caratterizza per le valenze simboliche delle sue decorazioni classiche, per l'evocazione della realtà, piuttosto che la sua rappresentazione; la linea elegante, morbida e sinuosa, la bidimensionalità delle forme, l'accostamento sapiente dei colori, il preziosismo, in una fusione di influenze, che vanno dalla conoscenza dei mosaici bizantini di Ravenna fino alle più recenti acquisizioni artistiche (simbolismo e decadentismo). Ma l'arte di Klimt non è esclusivamente espressione di un mondo interiore morbosamente angosciato, come appare in molte sue opere: egli è capace di rendere al meglio anche la magica poesia racchiusa in un paesaggio o nella bellezza effimera di una prostituta. La pittura di Klimt mira a un'espressione raffinata, piena di sottintesi letterari e simbolici, affiancata a un’estetica densa di sensualità. Tra gli artisti che hanno subito il suo fascino, vanno ricordati Schiele e Kandinskij.


14 luglio 2014


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Gustav Klimt, il re dell'Art Nouveau

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Oggi il mondo dell'arte ricorda la nascita di Gustav Klimt, pittore austriaco, tra i massimi esponenti dell'Art Nouveau e protagonista della secessione viennese. A Milano, la mostra ''Alle origini di un mito'' ha chiuso i battenti proprio ieri, confermando il grande amore del pubblico verso questo artista


MILANO – Ieri a Milano e fino a mezzanotte è stato l'ultimo giorno per ammirare i capolavori di Klimt in mostra a Palazzo Reale mentre oggi si festeggia invece il suo 152esimo compleanno. Tra i pittori più apprezzati al mondo e notevolmente anche alle aste, Klimt è ricordato soprattutto per la maestria nell'uso del colore oro e per le donne bellissime che tanto amava ritrarre. Ma non solo Klimt, oggi si celebra infatti anche il 75esimo anniversario di morte di un altro grande esponente dell'Art Nouveau, Alfons Mucha, raffinato pittore e scultore ceco. Il mondo della letteratura ricorda invece lo scrittore Prezzolini e il premio nobel Isaac B. Singer.


GLI ESORDI - Gustav Klimt nasce nel 1862 a Baumgarten, quartiere di Vienna, secondo di sette fratelli e grazie alle sue doti artistiche, a soli quattordici anni viene ammesso a frequentare la Kunstgewerbeschule, (scuola d'arte e mestieri del Museo Austriaco per l'arte e l'industria), dove studierà fino al 1883, confrontandosi con svariate tecniche artistiche, dal mosaico alla ceramica, nel rispetto dei canoni accademici e della storia dell'arte del passato. Nel 1880 egli dipinge le quattro allegorie del Palazzo Sturany a Vienna e il soffitto della Kurhaus di Karlsbad. Nel 1888 Klimt riceve un riconoscimento ufficiale dall'imperatore Francesco Giuseppe e le Università di Monaco e Vienna lo nominano membro onorario. Nel 1892, a pochi mesi dalla morte del padre, anche il fratello Ernst con cui lavorava, muore improvvisamente e Gustav è costretto a farsi carico di entrambe le famiglie, lacerato dal dolore di un doppio lutto.


LA SECESSIONE VIENNESE - Nel 1898 si inaugura la prima mostra della Secessione viennese, movimento artistico costituitosi l'anno prima con Klimt presidente (composto da 19 artisti, tra cui Egon Schiele, Otto Wagner, Joseph Maria Olbrich e Josef Hoffmann); mentre la seconda mostra inaugurerà il Palazzo della Secessione, appositamente progettato da Joseph Maria Olbrich con elementi greco-egiziani. L’ideale supremo dei secessionisti viennesi era l’opera d’arte totale, realizzata mediante la fusione di tutte le arti. Nel 1894 l'Università di Vienna commissiona all'artista la decorazione del soffitto dell'aula magna sul tema illuminista del trionfo della Luce sulle Tenebre, da sviluppare su tre facoltà: Filosofia, Medicina e Giurisprudenza. I lavori vengono rimandati per anni e quando Klimt consegna i pannelli, viene aspramente criticato, tanto da restituire l’acconto che gli avevano versato. Nonostante ciò, le opere di Gustav sono molto apprezzate, soprattutto dalle ricche famiglie borghesi ebree, che gli commissionano i ritratti grazie ai quali diventò ancora più famoso.


GLI ULTIMI ANNI - Intanto, Klimt continua ad esporre i suoi lavori a livello internazionale, anche grazie ai contatti con le altre Secessioni, di Berlino e di Monaco, di cui è membro: nel 1900 “Filosofia” riceve la medaglia d'oro all'Esposizione Universale di Parigi. Nel 1903 Klimt si reca due volte a Ravenna, dove conosce lo sfarzo dei mosaici bizantini: l'oro musivo, eco dei lavori del padre e del fratello in oreficeria, gli suggerisce un nuovo modo di trasfigurare la realtà e modulare le parti piatte e plastiche con passaggi tonali, dall'opaco al brillante. In seguito alla crisi della Secessione viennese, Klimt si avvicina ai neonati Wiener Werkstätte (Laboratori Viennesi), con cui collabora alla decorazione di Palazzo Stoclet. Nel 1910 Klimt partecipa alla Biennale di Venezia e l'anno successivo riceve il primo premio dell'Esposizione Internazionale di Arte di Roma per “Morte e Vita”. Poco dopo un viaggio in Romania, scompare il 6 febbraio del 1918, ritratto sul letto di morte dall’amico e allievo Egon Schiele.


LO STILE – Lo stile di Klimt si caratterizza per le valenze simboliche delle sue decorazioni classiche, per l'evocazione della realtà, piuttosto che la sua rappresentazione; la linea elegante, morbida e sinuosa, la bidimensionalità delle forme, l'accostamento sapiente dei colori, il preziosismo, in una fusione di influenze, che vanno dalla conoscenza dei mosaici bizantini di Ravenna fino alle più recenti acquisizioni artistiche (simbolismo e decadentismo). Ma l'arte di Klimt non è esclusivamente espressione di un mondo interiore morbosamente angosciato, come appare in molte sue opere: egli è capace di rendere al meglio anche la magica poesia racchiusa in un paesaggio o nella bellezza effimera di una prostituta. La pittura di Klimt mira a un'espressione raffinata, piena di sottintesi letterari e simbolici, affiancata a un’estetica densa di sensualità. Tra gli artisti che hanno subito il suo fascino, vanno ricordati Schiele e Kandinskij.


14 luglio 2014


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